Salvatore Malerba: la crescita di Noonbolt parte dal territorio

Filiera locale, nuove competenze e mobilità accessibile: Salvatore Malerba racconta come Noonbolt intende generare valore industriale e sociale nel territorio.

Con l’ingresso di Salvatore Malerba in qualità di CEO & Board Member, Noonbolt si rafforza con una guida manageriale di lunga esperienza, capace di unire visione strategica, concretezza operativa e attenzione allo sviluppo dei territori.

Il suo percorso professionale attraversa realtà complesse e ruoli di responsabilità crescente: una lunga esperienza dirigenziale in Poste Italiane, incarichi apicali nella pubblica amministrazione come Direttore Generale della Provincia di Foggia, e più di recente il ruolo di Direttore ed Export Manager nella rete di imprese Siamo Puglia.

Un profilo che oggi si inserisce in modo naturale nella traiettoria di Noonbolt, startup industriale con sede a Modugno (BA), nata per sviluppare una piattaforma di mobilità sostenibile per il trasporto pubblico locale, pensata per contesti urbani, centri storici e aree interne, con un modello produttivo basato su microfactory locali e una forte integrazione tra veicolo, software e servizi digitali.

In questa fase, Noonbolt non si propone soltanto come progetto tecnologico, ma come iniziativa capace di generare valore industriale, occupazionale e sociale, con benefici per operatori, territori e cittadini, incluse le fasce più fragili.

Cosa l’ha convinta ad accettare la sfida di Noonbolt?

Mi ha convinto il fatto che Noonbolt non sia solo un progetto industriale, ma una visione di sviluppo che parte dal territorio. Qui non si parla soltanto di mobilità elettrica: si parla di creare competenze, filiera e opportunità nel Mezzogiorno, valorizzando manovalanze e professionalità locali. Il modello della microfactory va esattamente in questa direzione: produrre in modo più vicino ai contesti reali, ridurre la distanza tra innovazione e territorio e costruire valore che resti nelle comunità. Questo è un progetto che guarda a Sud non come area da recuperare, ma come luogo da cui può partire innovazione vera.

Quali sono, secondo lei, le priorità per accompagnare la crescita dell’azienda?

La priorità è costruire un ecosistema territoriale credibile e duraturo. Per questo è importante il lavoro con la filiera locale, con il mondo della formazione e con i soggetti istituzionali. In questa direzione va anche l’adesione di Noonbolt alla Fondazione ITS Academy “A. Cuccovillo” – Area Meccatronica, che rappresenta un passaggio concreto: investire nella crescita di competenze tecniche sul territorio e creare un ponte reale tra formazione e impresa. La crescita di Noonbolt passa anche da qui: dalla capacità di generare occupazione qualificata, radicamento territoriale e una cultura industriale moderna.

Che impatto può avere Noonbolt per i territori e per gli utenti?

Può avere un impatto molto concreto. Noonbolt nasce per rispondere a problemi reali del trasporto pubblico locale: accessibilità insufficiente per periferie, aree interne e fasce fragili, scarsa adattabilità dei mezzi tradizionali a ZTL e centri storici, poca flessibilità del servizio e difficoltà di pianificazione data-driven. La piattaforma è pensata per offrire un trasporto più puntuale, più accessibile e più inclusivo, con soluzioni dedicate anche agli utenti più deboli, come anziani, persone con disabilità o cittadini che vivono in territori a bassa densità. In parallelo, il progetto punta a migliorare anche la qualità urbana: meno rumore, meno emissioni, più compatibilità con i centri storici e con spazi urbani delicati.

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