Noonbolt a Ecomondo e TIF Tirana: nuove partnership e mercati per la mobilità del futuro
Filippo Ughi, CEO di Philmark Group e Presidente del CdA di Noonbolt, racconta le ragioni della partecipazione alle due fiere internazionali, le prospettive di sviluppo di Bolty e il ruolo strategico della sostenibilità e delle collaborazioni industriali.
Due appuntamenti internazionali, un’unica visione: contribuire all’evoluzione della mobilità attraverso ricerca, innovazione tecnologica e nuove sinergie industriali. Dal 3 al 6 novembre 2026, Noonbolt sarà presente a Ecomondo, a Rimini, e alla Tirana International Fair, in Albania.
Un’importante occasione per presentare il progetto Bolty, confrontarsi con potenziali clienti e partner e rafforzare il percorso di sviluppo di una piattaforma tecnologica che integra servizi digitali, sistemi intelligenti e mobilità elettrica.
Filippo, Noonbolt si prepara a partecipare contemporaneamente a Ecomondo e alla Tirana International Fair. Qual è il significato strategico di questa scelta?
La partecipazione a queste due manifestazioni rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Noonbolt. Abbiamo scelto due appuntamenti differenti, ma complementari, perché vogliamo confrontarci con interlocutori che condividano la nostra visione della mobilità del futuro.
Ecomondo è un punto di riferimento internazionale per la sostenibilità e la transizione ecologica, mentre la Tirana International Fair offre un’importante opportunità di incontro con il tessuto imprenditoriale e istituzionale dell’area balcanica.
In questa fase il nostro obiettivo non è soltanto far conoscere Noonbolt, ma soprattutto costruire relazioni qualificate, comprendere le esigenze dei mercati e individuare nuove opportunità di collaborazione.
Siamo convinti che un progetto di ricerca e sviluppo così articolato debba crescere attraverso il confronto con il mondo industriale, gli operatori della mobilità e i territori nei quali le nostre tecnologie potranno trovare applicazione.
Noonbolt è ancora impegnata nello sviluppo di Bolty. Quanto è importante incontrare potenziali clienti e partner già in questa fase?
È fondamentale, e credo sia proprio questo uno degli aspetti più interessanti del nostro approccio.
Tradizionalmente si tende a pensare che un’azienda debba prima completare un prodotto e successivamente presentarlo al mercato. Noi riteniamo invece che, soprattutto in un progetto tecnologicamente complesso, il confronto con il mercato debba accompagnare lo sviluppo fin dalle sue prime fasi.
Conoscere le esigenze di aziende di trasporto, gestori di flotte, amministrazioni pubbliche e operatori della mobilità ci permette di orientare meglio le scelte progettuali e individuare possibili scenari applicativi.
Allo stesso tempo, siamo interessati a incontrare partner tecnologici, industriali e scientifici capaci di contribuire con competenze complementari alle nostre.
Non cerchiamo soltanto potenziali clienti: vogliamo costruire un ecosistema di collaborazioni intorno a Bolty. Le grandi innovazioni raramente nascono da un’unica impresa. Sono il risultato di competenze differenti che riescono a lavorare verso un obiettivo condiviso.
Ecomondo è soprattutto la fiera della sostenibilità. È un tema sul quale Philmark Group ha investito da tempo, anche attraverso il programma PHILGREEN. Qual è il collegamento con Noonbolt?
La sostenibilità è un principio che accompagna da anni le nostre scelte aziendali. Con PHILGREEN abbiamo avviato un percorso volto a promuovere una maggiore responsabilità ambientale, intervenendo sia sui processi interni sia sulle nostre strategie di innovazione.
Philmark Informatica, azienda capofila del Gruppo, ha inoltre adottato un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma ISO 14001:2015.
Ma la nostra visione è sempre stata più ampia. Crediamo che un gruppo tecnologico debba contribuire alla sostenibilità non soltanto riducendo l’impatto delle proprie attività, ma anche sviluppando soluzioni capaci di aiutare altre organizzazioni a utilizzare meglio le risorse.
Noonbolt rappresenta un’evoluzione concreta di questo percorso.
Con Bolty vogliamo lavorare su più dimensioni della sostenibilità: l’efficienza dei servizi di trasporto, l’ottimizzazione dei percorsi, l’elettrificazione della mobilità, il monitoraggio ambientale e lo studio di nuovi modelli produttivi basati anche sulla manifattura additiva.
Naturalmente, i benefici ambientali dovranno essere misurati e verificati durante lo sviluppo e la sperimentazione.
Per noi la sostenibilità non deve essere semplicemente un elemento di comunicazione, ma un criterio che orienta le scelte tecnologiche e industriali.
Entriamo nel merito di Bolty. A che punto è oggi il progetto e quali sono stati i principali avanzamenti?
Stiamo attraversando una fase particolarmente significativa del programma di ricerca e sviluppo.
Bolty nasce da una visione integrata della mobilità, nella quale piattaforme software, sistemi di sensing e veicoli connessi possono operare insieme, mantenendo al tempo stesso una propria autonomia funzionale.
Per spiegare il nostro approccio utilizziamo spesso una metafora: prima di costruire il corpo, stiamo sviluppando il cervello e il sistema nervoso, centrale e periferico, che dovranno renderlo intelligente.
Significa che stiamo concentrando una parte importante delle nostre attività sulle architetture digitali, sulla gestione dei dati, sui sistemi di comunicazione e sulle tecnologie che consentiranno al futuro veicolo di interagire con l’ambiente circostante e con le infrastrutture.
È una scelta precisa. Non vogliamo limitarci a progettare un minibus elettrico al quale aggiungere successivamente componenti digitali. Vogliamo sviluppare un ecosistema tecnologico nel quale software e connettività siano elementi strutturali fin dall’origine.
Questo richiede un lavoro importante di progettazione, integrazione e validazione, ma rappresenta anche uno degli aspetti più innovativi del progetto.
Uno degli ambiti sui quali avete lavorato maggiormente è Bolty MaaS. Quali risultati state raggiungendo?
La piattaforma MaaS, Mobility as a Service, rappresenta uno dei primi ambiti del progetto ad avvicinarsi al completamento della propria fase di sviluppo.
Abbiamo concentrato il lavoro sulla realizzazione di un’architettura digitale modulare, pensata principalmente per le esigenze degli operatori della mobilità e dei gestori del trasporto pubblico.
L’obiettivo è mettere a disposizione strumenti per la gestione delle flotte, la pianificazione delle corse, il coordinamento operativo dei servizi e l’integrazione delle informazioni necessarie a prendere decisioni più efficaci.
Naturalmente, il sistema comprende anche funzionalità orientate all’esperienza del passeggero, ma il nostro interlocutore principale rimane chi organizza ed eroga i servizi di mobilità.
Stiamo quindi completando un primo importante tassello dell’ecosistema Bolty, con l’obiettivo di procedere verso le successive attività di verifica, integrazione e validazione.
Un aspetto che considero particolarmente interessante è che le diverse tecnologie che stiamo sviluppando potranno trovare applicazione anche indipendentemente dal futuro e-Bus, ampliando le potenziali opportunità commerciali del progetto.
E per quanto riguarda Bolty Sensing e il minibus elettrico? Quali saranno i prossimi passaggi?
L’inverno 2026-2027 rappresenterà una nuova fase operativa del programma.
Accanto al lavoro di completamento della piattaforma MaaS, prenderanno avvio nuove attività di sviluppo e integrazione dedicate a Bolty Sensing e al filone e-Bus, sulla base delle analisi e delle attività di progettazione già intraprese.
Sul fronte Sensing, l’obiettivo è sviluppare un insieme di sistemi intelligenti capaci di acquisire ed elaborare informazioni relative al conducente, all’ambiente interno del veicolo, ai componenti meccatronici e al contesto urbano.
Parliamo quindi di tecnologie che potranno contribuire alla sicurezza, al comfort, alla diagnostica e alla conoscenza delle condizioni ambientali.
Parallelamente proseguirà il percorso di ricerca e ingegnerizzazione del futuro minibus elettrico, con particolare attenzione alle architetture software-defined, ai materiali e ai processi produttivi innovativi.
Il percorso verso il prototipo richiederà naturalmente ulteriori fasi di sviluppo, integrazione e validazione.
La nostra priorità è procedere con metodo, costruendo prima le basi tecnologiche necessarie e facendo poi convergere i diversi sistemi in una soluzione integrata.
La partecipazione alla fiera di Tirana apre anche il tema dell’internazionalizzazione. Perché guardate con particolare interesse ai Balcani?
Per noi l’area balcanica rappresenta un mercato di grande interesse, sia per ragioni geografiche sia per le opportunità di sviluppo economico e infrastrutturale.
La vicinanza tra la Puglia e l’Albania costituisce un vantaggio naturale. Esistono relazioni commerciali e culturali consolidate, che possono favorire nuove collaborazioni industriali.
Ma il nostro interesse va oltre il mercato albanese.
Guardiamo con attenzione anche ad altri Paesi dell’Europa sudorientale, come Grecia e Serbia, nei quali riteniamo possano emergere opportunità interessanti per le tecnologie legate alla mobilità sostenibile e alla digitalizzazione dei trasporti.
Le esigenze dei territori sono naturalmente differenti. Ci sono città che devono migliorare l’efficienza del trasporto pubblico, aree turistiche caratterizzate da una forte stagionalità e contesti nei quali servono servizi di mobilità più flessibili e accessibili.
Crediamo che la modularità dell’ecosistema Bolty possa rappresentare un elemento di interesse proprio perché consente di studiare soluzioni differenti in funzione delle esigenze degli operatori e delle infrastrutture disponibili.
Tirana può essere un primo importante punto di contatto per rafforzare la presenza di Noonbolt in questo quadrante europeo, costruendo relazioni che possano evolvere nel tempo in opportunità commerciali e partnership.
Guardando oltre le fiere, quali sono le priorità di Noonbolt per i prossimi mesi?
Le priorità sono tre: continuare ad avanzare nello sviluppo tecnologico, rafforzare la rete di collaborazioni e preparare il percorso che porterà le nostre soluzioni a confrontarsi con applicazioni concrete.
Vogliamo consolidare quanto realizzato sulla piattaforma MaaS, dare impulso alle nuove fasi di Bolty Sensing e del progetto e-Bus e, parallelamente, dialogare con potenziali clienti e partner industriali.
Per questo considero Ecomondo e Tirana due appuntamenti importanti. Non misureremo il loro successo soltanto in termini di visibilità, ma soprattutto nella qualità delle relazioni che riusciremo ad avviare.
Noonbolt è un investimento di lungo periodo, sostenuto da una visione industriale che mette insieme ricerca, competenze digitali, innovazione produttiva e attenzione alla sostenibilità.
La nostra ambizione è contribuire a costruire una mobilità più intelligente, efficiente e accessibile. E siamo convinti che per raggiungere questo obiettivo servano non soltanto tecnologie innovative, ma anche la capacità di creare nuove alleanze tra imprese, ricerca e territori.