Software-Defined Vehicle: il software al centro della mobilità

L’evoluzione dell’automotive non riguarda soltanto motori, batterie o componenti meccaniche. Una parte crescente del valore dei veicoli dipende dall’architettura software che ne governa le funzioni, l’elaborazione dei dati e la capacità di interagire con servizi esterni. È il principio che caratterizza i Software-Defined Vehicles, o SDV, e che ispira una componente importante del progetto di ricerca Noonbolt. In un veicolo definito dal software, i diversi sistemi non vengono pensati come elementi isolati. Connettività, telemetria, elaborazione dei dati e interfacce digitali possono essere organizzate dentro un’architettura capace di supportare aggiornamenti e integrazioni successive. Questa impostazione richiede scelte rigorose in termini di affidabilità, cybersecurity, gestione delle informazioni e compatibilità tra componenti. Noonbolt studia questo paradigma nell’ambito della progettazione del proprio futuro minibus elettrico. L’obiettivo è sviluppare una base digitale che possa mettere in relazione i sistemi di bordo con la piattaforma MaaS, i servizi per la gestione delle flotte e le soluzioni intelligenti di sensing. Non si tratta, quindi, di aggiungere un’applicazione a un veicolo tradizionale, ma di concepire la dimensione digitale come parte dell’architettura complessiva. Un ruolo significativo è attribuito anche ai dati. Informazioni operative, parametri del veicolo e misure raccolte da sensori possono concorrere a descrivere ciò che accade durante il servizio. Affinché siano realmente utili, devono però essere raccolte, organizzate e interpretate in modo coerente, rispettando sicurezza e privacy. Per questo l’integrazione tra software, cloud, edge computing e dispositivi di bordo costituisce uno dei principali ambiti di studio. Il percorso è ancora di ricerca e sviluppo e prevede attività successive di prototipazione e validazione. La prospettiva illustrata anche attraverso i contenuti editoriali di Philmark e Rome Future Week è quella di una mobilità capace di evolvere nel tempo: veicoli non solo elettrici, ma connessi a un ecosistema di servizi. Il software, in questa visione, diventa un elemento strutturale della mobilità del futuro.

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